Premio Napoli 2014

Ieri, 7 novembre, sono stata alla cerimonia di premiazione di Premio Napoli per la Lingua e la Cultura Italiana 2014, da quest’anno esteso all’ambito culturale, rispetto al precedente carattere esclusivamente letterario, e oggi giunto alla sua sessantesima edizione.
La cerimania –  svoltasi presso l’Auditorium della Rai – ha visto la premiazione di quattro personalità che secondo la giuria si sono distinte per il loro contributo alla lingua e cultura italiane in una varietà di settori, dal fumetto, alla divulgazione scientifica, poesia e recitazione. Sono Francesco Tullio Altan, Guido Barbujani, Patrizia Valduga e Fabrizio Gifuni, il quale ha chiuso la serata mettendo in scena il suo emozionante “L’ingegner Gadda va alla Guerra”, spettacolo incentrato sulla figura di Carlo Emilio Gadda e la prima guerra mondiale, alla quale prese parte come volontario entrando duramente a contatto con tutte le contraddizioni dell’assurdità della guerra.

Il Premio è organizzato da Fondazione Premio Napoli, istituzione nata nel 1961 e presieduta da Gabriele Frasca – seguito a Silvio Perrella ed Ermanno Rea -.
La Fondazione opera nell’intento di incoraggiare produzione e dibattito culturale così come con il fine di promuovere la ricerca delle scienze umane e sociali, favorendo  l’internazionalità della città di Napoli.

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Libro d’artista CANTO DI LAVORO. ilfilodipartenope

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Ieri sera sono stata alla presentazione del libro d’artista CANTO DI LAVORO – frutto della collaborazione tra quattro artisti che hanno messo in comune le rispettive abilità per dar vita ad un prodotto di accurata manifattura. Sono Antonio Picardi (serigrafia), Vincenzo Rusciano (disegno), Sergio Siano (fotografia) e Filippo Felaco (maiolica). Il volumetto si arricchisce inoltre di un testo dello scrittore e giornalista Ermanno Rea, ispirato ad una canzone e una poesia dell’attore, commediografo, compositore, poeta e scrittore napoletano Raffaele Viviani, e di una nota dello scrittore e critico letterario Silvio Perrella.

Il progetto, modellato sull’attuale tema del lavoro – con tutto il suo bagaglio di paure, speranze, rischi e insicurezze – è stato ideato e realizzato da Ilfilodipartenope, spazio sito in Via Costantinopoli 48 che ama definirsi “Libreria Nomade” di editori artigiani, un luogo in cui ogni particolare è studiato con estremo gusto e attenzione, caratteristica che si rispecchia sia nelle pubblicazioni che riempiono gli scaffali, piccole opere d’arte da sfogliare senza la fretta di arrivare alla fine, sia negli oggetti di varia natura che verrebbe voglia di collezionare con la foga curiosa di un bambino che raccoglie conchiglie portate dal mare sulla spiaggia.

La serata è iniziata presso la Biblioteca Universitaria di Piazza Bellini BRAU dove il progetto è stato presentato, per proseguire presso lo Spazio Arte-Libri ilfilodipatenope, dove CANTO DI LAVORO era esposto nelle sue varie versioni – il frontespizio cambiava a seconda dell’artista che gli aveva dato forma – accompagnato da ottimi taralli e vino rosso.

CANTO DI LAVORO ha una tiratura complessiva di 200 copie, 50 per ognuno dei 4 artisti invitati.

*Il libro d’artista è un particolare oggetto estetico che ha la forma di un libro, ma va al di là della sua concezione tradizionale. È infatti frutto dell’incontro di diverse espressioni artistiche, tra testi letterari (poesie, aforismi, narrativa, saggistica, teatro…), e opere originali o a tiratura limitata di grafica, disegno, pittura, scultura, ceramica e così via.

Palazzo Zevallos Stigliano – Gallerie d’Italia

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Ieri sono stata alla conferenza stampa di apertura della mostra “Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento” visibile fino all’11 gennaio alle Gallerie d’Italia site in Palazzo Zevallos Stigliano, a Via Toledo 185.

Ripercorrendo la storia del palazzo, sono venuta a sapere che il suo nucleo originario fu costruito tra il 1637 e il 1639 per volere del ricco mercante spagnolo Giovanni Zevallos per farne propria dimora. Solo in un secondo momento furono poi accorpati gli edifici circostanti, definendo così la mole definitiva. Nei secoli fu soggetto a vari passaggi di proprietà e a modifiche dell’assetto originario finchè nell’800 passò alla Banca Commerciale Italiana, che gli ha dato quel gusto Liberty riscontrabile oggi.

Il palazzo è continuamente sede di affascinanti mostre sponsorizzate da Intesa Sanpaolo, come quella sul naturalismo seicentesco inaugurata ieri e dedicata principalmente a Tanzio da Varallo, artista piemontese che visse a lungo a Napoli entrando così nella cerchia dei caravaggeschi. Le circa 30 opere esposte – una quindicina di Tanzio e le altre di artisti presenti nel Viceregno come Battistello Caracciolo, il Cavalier D’Arpino, Louis Finson, Carlo Sellitto, Filippo Vitale – mostrano le connessioni con la pittura di Caravaggio, rappresentato al secondo piano dal suo il bellissimo “Martirio di sant’Orsola”.

Vista l’occasione ne ho approfittato per visitare anche le altre sale dell’edificio, che tra scaloni di marmo e soffitti dalle fantasie floreali, ospitano una ricca collezione di pittura, scultura e manifatture locali.

La prossima volta che passeggerete quindi per Via Toledo, rimandate lo shopping, e fate un salto a visitare questo palazzo affascinante, con tutto il suo carico di storia e cultura.
Le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano saranno aperte gratuitamente al pubblico  oggi –   venerdì 24 – sabato 25 e domenica 26 ottobre.

Affrettatevi!

 

Castel dell’Ovo – “Neapolis Underwater”

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Lo scorso weekend, poco prima che i napoletani affollassero la zona pedonale nei pressi di Castel dell’Ovo, mentre i ristoranti si apprestavano ad accogliere i numerosi clienti che di lì a poco avrebbero riempito i tavoli che si allungano sulla strada soleggiata, ho fatto una passeggiata in in quello che è uno dei luoghi di questa città che più mi riempie il cuore.

Ho visitato Castel dell’Ovo, i suoi anfratti e improvvise aperture sulla città, spingendomi fino alle Terrazze, dove fino al 12 ottobre è visitabile la mostra fotografica “Neapolis Underwater”, un emozionante ritratto del mondo sottomarino nazionale.

Un’ottima “scusa” per tornare a visitare un Castello che racchiude in sè la forza dell’identità napoletana, sempre lì, con tutto il suo fascino secolare.

Castel S. Elmo – “Un’opera per il Castello 2013. Sospensione. Attese…”

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Giorni fa sono tornata a Castel S.Elmo in occasione della presentazione dei due progetti che hanno vinto il concorso “Un’opera per il Castello 2013. Sospensione. Attese…”.

Si tratta di “My dreams, they’ll never surrender” di Gian Maria Tosatti, artista che nell’ultimo anno ho seguito attraverso i suoi splendidi progetti site-specific e di “Le giardin”, del collettivo franco-italiano di architetti formato da Giulia Beretta, Francesca Borrelli, Francesco Cianciulli, Romain Conduzorgues, Baptiste Furic, Silvia Lacatena, Jule Messau e Carolina Rossi.

L’opera di Gian Maria – “My dreams, they’ll never surrender” – riporta a quegli uomini e donne dalla lettera maiuscola: quelli cioè che hanno avuto grandi sogni che hanno vinto anche l’isolamento della prigionia.
Per il suo campo di grano illuminato dalla luce di un sole nascente, con tutto il carico di simbolica eppur palpabile libertà che l’opera porta con sè, Gian Maria ha scelto un luogo irragiungibile come la cisterna del castello, visibile solo da un’apertura dall’alto.
La contrapposizione sopraffazione – libertà, risponde appieno a quel senso di attesa e sospensione proposto dal concorso e personificato dalla storia di Luisa Sanfelice, figura simbolo della Rivoluzione Napoletana del 1799 che in nome dei suoi ideali fu costretta alla prigionia e poi alla morte.
Gian Maria si riferisce proprio allo spessore di questa donna e alla detenzione da lei sofferta, nell’espressione della speranza che si lega alla sopravvivenza dei principi più alti, che sbriciolano anche i tentativi – apparentemente riusciti – di soffocarne la potenza.

L’altro progetto vincitore – Le giardin – è una storia in divenire partita da una torretta delle mura di cinta del castello, ridotta ormai a rudere, la cui sommità ha regalato la scoperta – durante la rifunzionalizzazione dell’architettura – di un giardino segreto dal fascino romanzesco. Per rendere fruibile questo protetto punto di verde gli architetti hanno realizzato una scala a chiocciola che arrampicandosi verso l’alto consente di accedere all’ambiente, un accogliente angolo arricchito di panchine dove concedersi una pausa respirando il forte senso di storia che avvolge tutto il meraviglioso castello.

Due progetti che meritano assolutamente una visita, alla scoperta dei segreti di questa città mai prevedibile.

Per chi fosse interessato, l’ingresso libero alle installazioni sarà possibile ancora oggi, 4 ottobre, e l’11 ottobre, in entrambi i casi dalle 10 alle 17. Sono inoltre previste visite guidate (facoltative). Per informazioni chiamare allo 081 848800288.

 

 

 

 

 

 

 

“1_Peste” e “2_Estate”. Le prime due fasi del progetto “Sette Stagioni dello Spirito” di Gian Maria Tosatti

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Questo weekend sarà l’ultima occasione per vedere gli spazi della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Largo Banchi Nuovi, grazie all’installazione site-specific di Gian Maria Tosatti1_Peste – che con il suo intervento artistico ne ha permesso la riapertura dopo settant’anni di abbandono. La seconda tappa del progetto  – 2_Estate – è invece a Piazza Dante 79, presso l’ex Anagrafe, anch’essa abbandonata, con il suo bisecolare bagaglio di storie napoletane, tra vite e morti documentate e ancora custodite tra le sue mura.
Queste le foto che ho fatto degli spazi. Un’esperienza davvero particolare e da consigliare.
Come di regola, dal vivo è tutta un’altra storia.
Forza allora, andate a vedere la Napoli che si risveglia!

Gli orari:
1_Peste, Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, Largo Banchi Nuovi – sabato e domenica (13.00-19.00)2_Estate, Ex Anagrafe, Piazza Dante 79 – fino al 5 luglio dal lunedì al venerdì (13.00-19.00)
Ho scritto di questo progetto per Il Giornale delle Fondazioni

Le Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti aprono le porte della Napoli dimenticata

Lo scorso weekend sono andata a vedere il secondo step site specific di Gian Maria Tosatti: “2_Estate”, presso l’Ex Anagrafe di Piazza Dante a Napoli. Un progetto che lascia davvero senza fiato e che, in occasione del Weekend del Contemporaneo che ha ravvivato la città, è stato accompagnato anche dalla riapertura del primo – 1_La Peste -, nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Banchi Nuovi.

Sono le prime due fasi di un’inizativa biennale intitolata “Sette Stagioni dello Spirito” e di cui ho voluto scrivere con un pezzo per Il Giornale delle Fondazioni.

Mi sarebbe piaciuto pubblicare più foto, ma non avrei mai potuto rovinarvi la sorpresa.
E’ tempo di scoprire un po’ di quella Napoli che non abbiamo mai visto.

2_Estate: Ex Anagrafe Comunale di Napoli in Piazza Dante, 79. Dal martedì al sabato (dalle 13.00 alle 19.00)
1_LaPeste: Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Largo Banchi Nuovi. Tutte le domeniche di giugno dalle 13.00 alle 19.00