“Lettera ad un viaggiatore”, l’ultima mia poesia pubblicata

LETTERA AD UN VIAGGIATORE
A Ivan
e al viaggiatore che vorremmo lasciar vivere.

 

Prenditi il tuo tempo
quello che serve per capire perché sei partito
e se mai tornerai.

Porta con te sassolini bianchi
perchè quando la sera risplenderanno
tu possa dire di aver trovato pezzetti di luna.

Ricorda gli amici
e i compagni di viaggio che non hai scelto.

Creerai ipotesi e teorie sui giochi del caso
per capire che si cammina su un filo.

Ma soprattutto concediti la possibilità
prima tra tutte
di goderti il viaggio
E a occhi pieni
regala la tua storia
a chi sa ancora ascoltare.

 

*Pubblicata nell’antologia “LETTERALMONTE. Festival letterario I edizione” – qp Edizioni, 2015

Annunci

“WIM”

“WIM”, la mia ultima poesia pubblicata da Edilè Edizioni Leggere nell’antologia “Anima in versi” 2015.

WIM

In quei giorni il furgone era parcheggiato sotto casa
e tu ci dormivi dentro
piccolo mondo necessario che ti portavi dietro
insieme al sapore ferroso dei chilometri in bocca.

Allora ti ho guardato
con la sensazione impercettibile che fa distogliere lo sguardo
di chi forse ha capito
che non appartenessi a questo mondo.

Non erano voli alti a dar luce ai tuoi occhi
ma forze infette che tirano i piedi verso il nucleo feroce.

Con l’umore dei folli chiusi in vicoli ciechi
resistevi.
Fino al giorno della resa
a quello che a mani vuote chiamiamo destino.

“Canzone #1”, la mia ultima poesia pubblicata

CANZONE #1
Ninna Nanna
A Michela e alla vita

Le foglie cadono, eppure gli uccelli continuano a cantare.
Le canzoni suonano le parole giuste
quelle che avremmo voluto pronunciare.
Passano gli anni per tutti, ma non per i ricordi
chiusi stretti in un pugno
come le nocciole che avrei voluto donarti.

Era il tempo dei giochi improvvisati, nei lunghi corridoi di scuola
quando imitavi il verso del merlo ridendo contagiosa
e tra una sigaretta e l’altra inspiravi forte la vita
come la fretta che avevi di diventare grande.

Ma siamo cresciuti e qualcosa per noi è cambiato
con tre compagni ti sei persa, inutile cercarti.
Poi un giorno ti ho trovata, eri tra sogno e rivelazione.
Materna e luminosa guardavi il tempo a te concesso
quel che importava avevi dato e questo lo accettavi.

Forse avevo bisogno di questi anni per trovare le parole
e ora che anche così so ricordare i nostri giorni
so dar nome a questo sorriso e darti il benvenuto
perché ogni sera per noi torni che ti rimbocchiamo le coperte

Buona notte, dolci sogni.

* Poesia pubblicata in Tempus fugit. Le stagioni della vita. Dodici mesi tra mito, leggenda e poesia, La Luna e il Drago Saggi & Poesia. In collaborazione con Premio Nazionale “La Luna e il Drago – VII Edizione” (2015).

“N. x”, la mia ultima poesia pubblicata

N. x
E’ quando parti che vorrei parlarti
Raccontarti quello che ancora non ti ho raccontato
farti ridere come ancora non ti ho visto fare
e sapere che hai il coraggio di essere felice
e che non ho più nulla da temere.

Avrei voluto chiuderla in un cassetto e dimenticare la chiave
ma la lista degli addii non lascia fuori nessuno
che c’è sempre tempo per il prossimo,
è la porta che si apre più spesso.

Gli addii di chi che se ne va in silenzio
sono quelli che seccano la bocca più di tutti.
Perché puoi chiamare all’infinito
mille volte puoi aspettare
con il sorriso pronto di chi si riconosce da lontano.

Sono quegli addii a cui non credi
perché quanto avresti potuto fare ancora
tu che hai scelto il buio come ultimo specchio
quanto avremmo potuto dire
per distoglierti dall’oscuro intento che ti ha ingoiato.

– Basta, non parlare –
sussurravi nei tuoi lenti gesti quotidiani
perché non c’è ragione alcuna
quando è la forza di lottare ciò che manca.

Così hai chiuso gli occhi
questa volta un po’ di più
conservando nelle orecchie il primo uccello del mattino
ultimo eco di vita.

È difficile lavare via il sangue che non è per questa strada.

* Poesia pubblicata in 500 poeti dispersi vol. VII La Lettera Scarlatta Edizioni 201

“Gli esuli”, la mia ultima poesia pubblicata

GLI ESULI

A cos’è servito tenere stretti queste forze e questi anni
per capire che il mondo risponde ancora alle sue semplici regole.
A cos’è servito immaginare una vita impossibile per noi animi inquieti dal contatto negato
come inutili parentesi in una frase troppo breve.

Noi siamo gli esuli.
Che vanno via quando la notte è muta come una fuga di nascosto.
Che non sopportano gli echi dell’attesa che invecchia anche la voglia di lottare.

Improvvisi orfani dal dolore che fa scrivere e cantare
riempiamo di parole un buco in mezzo al petto da cui distrarsi a tutti i costi
per non morire come riflessi solitari nel fondo di uno specchio scheggiato.

Non è mai tempo di dire addio a chi si ama.

*Poesia pubblicata in 500 poeti dispersi vol. VII La Lettera Scarlatta Edizioni 2015

“L’angelo caduto”, la mia ultima poesia pubblicata

 

L’ANGELO CADUTO

Genova, Vico Angeli, in un pomeriggio di primavera del 2004.
Una prostituta viene scaraventata giù da una finestra
finendo in strada sotto gli occhi dei passanti.

 

C’era un tempo in cui guardavo il mare.
La mia finestra era inondata di luce e mi crescevano ali.
Ora rivedo quella luce, ma brucia, come il sentirmi donna sotto le tue mani
perché oggi è la tua forza che definisce il mio volo.

Ricordo mio padre darmi da bere da una fontana.
E che stringevo foglie d’arancio per sentirne il profumo.
Sto cadendo?

Potrei afferrarmi ai rami fino a raggiungere terra.
Come una foglia.
Non voglio essere linfa per alberi dai frutti rossi.
E le mie ali?
Loro sì, loro, mi portavano.

C’era un tempo in cui sapevo leggere.
Scavavo buche nella sabbia finché le braccia sembravano troppo corte.
Sai che ci sono due modi di allacciare le scarpe?
E che si può sapere di aspettare la morte?

La mia finestra era inondata di luce e mi crescevano ali.
Ora corro nel vento che ci separa e la tua anima viene con me.
Guarda quello che mi hai fatto.
E’ questo il rumore di un corpo che cade?

 

* Poesia pubblicata in Indice delle esistenze – Vite in frammenti – I sentimenti, Collana Orizzonti, Aletti Editore. In collaborazione con Concorso letterario L’indice delle Esistenze 2014.

 

“Scarto”, poesia pubblicata nell’antologia “500 Poeti Dispersi. Volume sesto”

SCARTO

Da essere contato su una mano
il tempo che è durato il nostro incontro.

Alla luce mi hai mostrato
la mancanza d’ombre di un desiderio.

Cullata da parole che indossavo soffici
– stupore dolce nella solitudine –
ho voluto un presente senza definizioni.

Poi si è seccata ogni parola
e con loro le spiegazioni
Il riflesso nello specchio ha mostrato la trama delle scelte
e definito la fuga.

Ti ho sentito ridere nella notte.
Fallo ancora
accanto a chi avrà il coraggio di sostenere il tuo abbraccio.

 

*Pubblicata nell’antologia “500 Poeti dispersi. Volume sesto” – La Lettera Scarlatta Edizioni, 2014