“L’angelo caduto”, la mia ultima poesia pubblicata

 

L’ANGELO CADUTO

Genova, Vico Angeli, in un pomeriggio di primavera del 2004.
Una prostituta viene scaraventata giù da una finestra
finendo in strada sotto gli occhi dei passanti.

 

C’era un tempo in cui guardavo il mare.
La mia finestra era inondata di luce e mi crescevano ali.
Ora rivedo quella luce, ma brucia, come il sentirmi donna sotto le tue mani
perché oggi è la tua forza che definisce il mio volo.

Ricordo mio padre darmi da bere da una fontana.
E che stringevo foglie d’arancio per sentirne il profumo.
Sto cadendo?

Potrei afferrarmi ai rami fino a raggiungere terra.
Come una foglia.
Non voglio essere linfa per alberi dai frutti rossi.
E le mie ali?
Loro sì, loro, mi portavano.

C’era un tempo in cui sapevo leggere.
Scavavo buche nella sabbia finché le braccia sembravano troppo corte.
Sai che ci sono due modi di allacciare le scarpe?
E che si può sapere di aspettare la morte?

La mia finestra era inondata di luce e mi crescevano ali.
Ora corro nel vento che ci separa e la tua anima viene con me.
Guarda quello che mi hai fatto.
E’ questo il rumore di un corpo che cade?

 

* Poesia pubblicata in Indice delle esistenze – Vite in frammenti – I sentimenti, Collana Orizzonti, Aletti Editore. In collaborazione con Concorso letterario L’indice delle Esistenze 2014.

 

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